L’Inps, con circolare n. 30 del 12 febbraio 2016, ha fornito un riepilogo complessivo sulla disciplina inerente i Fondi di solidarietà bilaterali e il Fondo di integrazione salariale. Il Fondo di solidarietà residuale, dal 1° gennaio 2016, assume la denominazione di Fondo di integrazione salariale e la disciplina del preesistente Fondo, dovrà essere adeguata con decreto ministeriale. Nel campo di applicazione del Fondo rientrano i datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque dipendenti, non rientranti nel campo di applicazione della CIG o della CIGS.   Ai fini del computo della soglia dimensionale sono considerati anche gli apprendisti.  In aggiunta alla contribuzione ordinaria (per i datori di lavoro che occupano mediamente da più di 5 a 15 dipendenti il versamento della predetta contribuzione è subordinato alle modalità operative Inps di prossima emanazione), il D. Lgs. n. 148/2015, all’art. 29, comma 8 prevede il versamento di un contributo addizionale a carico dei datori di lavoro connesso all’utilizzo delle prestazioni di assegno ordinario e di assegno di solidarietà pari al 4% della retribuzione persa. La disciplina di cui al D. Lgs. n. 148/2015 trova applicazione per i trattamenti di integrazione salariale richiesti a far data dal 24 settembre 2015 (data di entrata in vigore del decreto), anche qualora gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa siano antecedenti o comunque iniziati prima di tale data.

Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro. Fondi di solidarietà bilaterali a norma degli artt. 26 e ss.